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VILLA GIULIA E LO SPIRITO DELL'ACQUA

 

Genius Loci, 50 capolavori del Museo del Paesaggio in riva al lago

Lo spirito del lago, la sua essenza naturale e soprannaturale, lo si può cogliere ammirando l'eclettica architettura di Villa Giulia sul lungolago di Verbania-Pallanza e passeggiando all’interno delle sale che quest'estate, fino al 7 di settembre, espongono la bella mostra intitolata non a caso ‘Genius Loci’.
 
Che paese incredibile è l’Italia.
Ogni angolo nasconde tesori inestimabili e troppo spesso dimenticati, trascurati se non degradati. Non è certo il caso di Villa Giulia, autentica meraviglia per occhi e anima, che ospita quest’estate 50 capolavori provenienti dal Museo del Paesaggio, la cui sede di palazzo Viani Dugnani a Pallanza è per ora inagibile.

La villa all’esterno mostra due volti: da un lato, quello che si affaccia sulla strada oggi fortunatamente in parte ciclabile e pedonale, è rinascimentale e imponente; dall’altro, con vista lago, espone colonne dal sapore ellenistico e presenta all’ultimo piano un’esedra che ammorbidisce ancor più il profilo dell’edificio. Basta salire sulla terrazza situata proprio sotto l’esedra per comprendere, almeno in parte, lo spirito del lago che qui raggiunge i massimi livelli. Lo sguardo spazia dal golfo borromeo alle cime che raggiungono i quattromila metri e spontaneo il sospiro si fa profondo.

La villa è stata progettata dall’architetto milanese Giuseppe Pirovano, chiamato nel 1882 da Giuseppe Branca, proprio lui, quello del Fernet, a trasformare la casa di villeggiatura in una villa sontuosa da dedicare alla moglie Giulia. Oggi questa dimora piena di fascino ospita la mostra intitolata non a caso ‘Genius Loci’, una sequenza di capolavori che esprimono appieno la magia che lo spirito del ‘luogo Lago’ ha infuso nel corso dei secoli agli artisti attraverso la bellezza del paesaggio, ispirandoli a creare opere straordinarie che ancora oggi rientrano con merito nel prezioso patrimonio culturale italiano.
Nelle sale ampie e luminose si alternano quadri del Litta e del Ferraguti, passando per lo scapigliato Ranzoni, il verista Achille Tominetti, fino ad arrivare al grande scultore Arturo Martini. La mostra, autentica occasione per visitare Pallanza e dintorni, non offre solo quadri e sculture di grande impatto, ma racconta storie e passioni di uomini e donne che qui hanno vissuto o sono transitati lasciando un segno indelebile. E’ il caso dello scultore Paolo Troubetzkoy, principe di origine russa che trasforma il Verbano nel suo atelier. I gessi e i bronzi che si possono ammirare in alcune delle sale svelano un uomo colto, raffinato esponente della Belle époque e che in vita ebbe l’onore di ‘scolpire’ niente meno che il grande Lev Tolstoj.
In questi luoghi visse anche il pittore Federico Ashton, che scelse Domodossola come residenza per ritrarre al meglio le amate montagne. Un amore che all’ottimo pittore di vedute alpine costerà la vita, causa la caduta in un burrone nei pressi del passo del Sempione. Altro personaggio con tanto di vita romanzesca è Sophie Brown, che con la sua ‘Eva’ è stata scelta come icona dell’intera mostra. Nata a Dublino, figlia di diplomatici, si trasferisce nello chalet del nonno in cima alla ‘Castagnola’ a seguire le lezioni di pittura di Arnaldo Ferraguti, sposa il marchese Silvio della Valle di Cassanova e insieme realizzano Villa San Remigio con l’annesso giardino all’italiana dai molti riferimenti esoterici. Tra i tanti artisti che qui passarono c’è anche Umberto Boccioni che proprio in questa villa realizzò il ritratto del maestro Busoni poco prima di partire per il fronte e da lì non fare più ritorno.
La carrellata di artisti e capolavori continua di sala in sala: c’è Eugenio Gignous, altro pittore in grado di fissare sulla tela lo splendore dei paesaggi ossolani; ci sono le geometrie di Mario Tozzi e Siro Penagini, i volti stilizzati di Adriana Bisi Fabbri, le sculture di Arturo Martini. Oltre a essere un piacere per gli occhi, la mostra è anche un viaggio nell’intreccio tra gli splendidi paesaggi del Verbano, Cusio e Ossola e la vita di celebri artisti tra Otto e Novecento.

Genius Loci è dunque un percorso tutto da vedere non solo per puro piacere estetico,
ma anche per scoprire storia e geografia di queste terre ai piedi dalle Alpi
custodite magicamente all’interno di una villa che da sola vale il prezzo del biglietto.


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Scritto da:
Grand Hotel Majestic, Redazione