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SEGUENDO LE FARFALLE DI KOUNELLIS

 

Al Grand Hotel Majestic arte, natura e sogno trovano un equilibrio perfetto.

Nella hall del Gran Hotel Majestic c’è un’opera del grande Kounellis che s’intona perfettamente con lo spirito del luogo. Si tratta di una lastra di piombo tempestata di farfalle pronte a spiccare il volo attirate dalla luce del lago che riverbera dolcezza. Ogni immagine poetica rinnova stupore e t’interroga sul perché esiste un luogo come questo invece del nulla.
Il merito è della famiglia Zuccari che ha ristrutturato negli anni questa splendida dimora belle époque, rendendola un punto d’incontro raffinato fra arte, natura e sogno. Ed è bello immaginare di seguire il volo delle farfalle che volteggiano verso l’isolino di San Giovanni. Sono alla ricerca di lettere che sembravano smarrite e che la scrittrice Marella Caracciolo Chia ha ritrovato trasformandole in ‘Una parentesi luminosa’, titolo di un bel libro che racconta la storia d’amore vissuta proprio qui fra Vittoria Colonna e il pittore Umberto Boccioni.

Le farfalle giocano e si trastullano fra le fronde degli alberi e sembra che invitino Arturo Toscanini ad affacciarsi sul confine tra dicibile e indicibile: la musica lirica. Le vecchie imposte di legno rimangono socchiuse. Arturo è in attesa di Lorin Maazel che qui dirigerà tre opere del grande Maestro in una serie di concerti memorabili organizzati con tenacia e passione da Cristina Zuccari per ricordare, o meglio celebrare i tanti anni trascorsi dal Maestro a San Giovanni.

Le farfalle non si fermano mai e planano sinuose su onde minime, leggere, delicate, rievocando un passato che continua imperterrito ad affacciarsi sul presente. Ed ecco che il barcaiolo ignora che la distinta signora a bordo è Marguerite Yourcenar. La scrittrice sta scrutando l’orizzonte e sa che ogni felicità è innocenza. Il lago riempie il cuore, non solo gli occhi. Gustave Flaubert ondeggiando su queste acque descrive il Lago Maggiore come il luogo più voluttuoso che abbia visto. E’ una natura che incanta, seduce e ti trasporta in uno stato di rara sensualità e raffinatezza. Le farfalle salutano Eleonora Duse, che da sempre desidera un abito dello stesso colore del lago. Nel Golfo Borromeo approdano i battelli degli Stuart, della regina di Romania, dei sovrani d’Italia, della famiglia imperiale di Germania, di principi e maragià indiani.

Quanta storia in queste acque, quanto fascino in questo Hotel. Volano le farfalle sospinte da refoli preziosi e danzano rispettose intorno al cipresso del Kashmir sull’Isola Madre. E’ qui da più di duecento anni e, nonostante una tromba d’aria abbia fatto davvero un brutto scherzo, resiste imperterrito a emanare meraviglia. Proprio sotto questa scultura naturale grandiosa Bob Wilson ha piazzato un uomo lupo tutto rosso che si regge su un bastone altrettanto rosso. La fervida intraprendenza di Cristina Zuccari, autentica deus ex machina del Grand Hotel Majestic, non ha limiti. E ogni anno crea un evento, una storia, un sogno da raccontare.

Le farfalle giocano e silenziose entrano nel Palazzo Borromeo, gironzolando intorno al magico teatro di William Kentridge chiedendosi frivole quale relazione c’è fra le emozioni umane e i meccanismi della memoria. Prima di tornare, salutano i fiori dispersi di Liliana Moro e sospinte dal vento raggiungono l’Hotel.

Finalmente si sistemano in bella posa sulla lastra di piombo in attesa che si rinnovi il connubio inossidabile e infinito fra arte, bellezza, natura e sogno che qui, nel Grand Hotel Majestic, grazie a una famiglia intraprendente e illuminata, si perpetua ogni giorno.
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Scritto da:
Grand Hotel Majestic, Redazione