Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 
 

MOSTRA FORESTA ROSSA DI VELASCO VITALI

 

Il Grand Hotel Majestic e le Isole Borromeo nuovamente protagoniste della rinascita dell’arte sul Lago Maggiore.

Nel 2012 e 2013 due dimore storiche sono il motore di questa rinascita. Lo splendido e perfetto parco dell’Isola Madre, affascinante culla di arte e di pregi botanici, al centro del lago; e il Grand Hotel Majestic, sulle rive di Pallanza, da sempre la più aristocratica tra i borghi della riviera.
 

S’intitola Foresta Rossa l’intervento artistico realizzato da Velasco Vitali presso l’Isola Madre (sul Lago Maggiore) e a Verbania nei giardini del Grand Hotel Majestic: si tratta del momento conclusivo di un percorso iniziato con Sbarco a Pietrasanta e Sbarco a Milano (2010). Foresta Rossa è un punto d’approdo ideale (e per questo forse impossibile) di quella tematica della clandestinità e della precarietà affrontate negli interventi precedenti. Il giardino botanico dell’Isola Madre è trasformato in un paesaggio sospeso, come la giostra collocata attorno al monumentale cipresso del Cashmire, fulcro dell’installazione e punto nodale della visita.
Ogni opera del progetto artistico sull’Isola Madre rappresenta un capitolo narrativo in cui l’invenzione surreale del sogno va a identificarsi con una visione forzatamente reale evidenziata dalla relazione fra le opere, collocate nel giardino in stretto rapporto con la natura. La bellezza naturalistica, la perfezione botanica e la cura quasi geometrica del luogo entrano in stretto rapporto di significato con le opere, quasi fossero state modellate per accoglierle.

“FORESTA ROSSA”
Foresta rossa è il nome che viene dato alla pineta attorno al parco giochi di Pripjat, soprannominata “città dei
fiori”, dopo il disastro di Černobyl': il 26 aprile 1986 l’area subì un fallout radioattivo che la fece dapprima
virare verso il colore rosso e quindi morire. Nonostante ciò, nel periodo successivo, le vicine foreste di betulle e pioppi restarono verdi e continuarono a vivere, anzi, grazie all’assenza forzata di ogni attività umana, questo spazio è diventato un’oasi ecologica per piante e animali: senza industrializzazione e inquinamento la natura si è ripresa, arrivando a offrire biodiversità ricchissime. Il fulcro della radioattività era proprio il parco giochi: una giostra che non si è mai mossa (l’inaugurazione era prevista per l’1 maggio 1986) troneggia al
centro della piazza, a Pripjat.
Ritorna al Magazine
Share
 
Scritto da:
Grand Hotel Majestic, Redazione