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LA REGINA CAMELIA

 

Il Lago Maggiore in fiore, il più classico dei sogni a occhi aperti

L’esultanza della primavera qui ha qualcosa di sublime, e nel tripudio di colori quello delle camelie dona un’allegria contagiosa, che si trasmette di sponda in sponda, di luogo in luogo.
 
Primavera è sinonimo di risveglio. La natura dimentica il torpore invernale e si abbandona alle lusinghe dei raggi del sole. Tutto si accende di verde e nel verde giocano i fiori. Il Lago Maggiore è famoso per i giardini ed è in primavera che essi si esaltano in un tripudio fatto d’incanto, bellezza e fascino. Tra le miriadi di fiori che sbocciano in questo periodo ce n’è uno che è diventato nel tempo il simbolo del lago: la camelia, autentica regina di questo luogo fatato. A essa è dedicata una mostra che si svolge sabato 28 e domenica 29 marzo a Verbania e che ha raggiunto la 49ª edizione. Oltre trecento sono le varietà esposte e tutto ruota intorno alla regina del lago: composizioni floreali, libri, degustazioni. E quest’anno, per rendere omaggio al Giro d’Italia che qui transiterà il 28 maggio, i floricoltori del Lago Maggiore hanno dedicato all’evento un nuovo ibrido di camelia di colore rosa ottenuto dall’azienda florovivaistica F.lli Savioli. L’allestimento della mostra di camelie ha come ispirazione la bicicletta e una sala di Villa Giulia presenterà esemplari antichi di bicicli e bici, nonché tre esemplari appartenuti a Campionissimi entrati nel mito - Gino Bartali, Fausto Coppi e Marco Pantani - oltre a foto d'epoca e cimeli.

In primavera tutto prende nuova vita. Come Villa Taranto che riapre i battenti a partire dal 19 marzo. I suoi giardini botanici, famosi in tutto il mondo, valgono da soli una visita a Verbania. L’erbario, il viale delle conifere, la fontana dei putti contornata da fioriture multicolori, il labirinto delle dahlie, le serre, il mausoleo, la valletta, i giardini terrazzati, i fiori di loto, l’albero dei fazzoletti e la splendida villa sono le tappe di un magnifico viaggio nella natura che qui raggiunge vette sublimi.

Il sogno continua sulle isole del lago: già raggiungerle ondeggiando sull’acqua è qualcosa di meraviglioso. E più ci si avvicina, più intenso è il richiamo di questi giardini incantati. Non è un caso che la mostra allestita a Palazzo Borromeo di Isola Bella dedicata ai grand tour e alla pittura di veduta nei domini Borromeo da Gaspar a Van Wittel e Luigi Ashton abbia per titolo ‘Le isole incantate’. La mostra, che inaugura il 20 di marzo e si chiuderà il 25 ottobre, fa da splendido corollario alle visite dei giardini mozzafiato di Isola Bella e Isola Madre. Così come non è un caso che Isola Bella stata la location del matrimonio tra Lavinia Borromeo e John Elkann e che sarà nuovamente protagonista la prossima estate per il matrimonio tra Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi. Non rimane dunque che lasciarsi incantare da tanta bellezza. E non smettere più di sognare. Per farlo, basta raggiungere Villa San Remigio, che torna a risplendere dopo la terribile devastazione subita con la tromba d’aria del 2012. Arroccata in una posizione splendida, sul promontorio della Castagnola che delimita a nord il golfo e le isole Borromee e dove la vista abbraccia l'intero lago da nord a sud, la villa è per dimensione e posizione una delle dimore storiche più importanti del lago Maggiore.

Realizzata alla fine del 1800 a coronamento dell'amore romantico tra il marchese Silvio della Valle di Casanova, poeta e musicista e Sophie Browne, pittrice, ha tutt’intorno ‘il giardino del sogno’, voluto e costruito dai due amanti. Passeggiare in un parco ricco di piante secolari e fiori profumati, che si snoda per 300 metri sulla riva del lago, bagnarsi e prendere il sole sulla spiaggia è qualcosa che rasenta il sublime.

Tutto intorno al Lago risplendono meraviglie. Ed è bello perdersi fra i Sacri Monti, opere architettoniche e artistiche di arte sacra immerse nel paesaggio naturale, che in questa parte del Piemonte raggiungono la massima espressione, al punto che sono stati inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, quello del Calvario di Domodossola, quello del Monte Mesma a Orta, il Sacro Monte di Varallo e il Sacro Monte di Varese non sono importanti solo dal punto di vista storico e religioso, ma sono situati in punti panoramici e rappresentano la riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza.

Infine, per gli amanti del trekking e dell’alta montagna, non rimane che menzionare luoghi alpini d’indubbio fascino: l’Alpe Devero, autentico luogo di pace e meraviglia oltre i duemila metri d’altezza; la val Formazza, con l’impressionante e suggestiva cascata del Toce, una natura selvaggia e cime che sembrano lontano da tutto; Macugnaga e il Monte Rosa, per chi sogna a quattromila metri d’altezza.

Il Lago Maggiore, con i suoi dintorni, in primavera è una tappa obbligata per chi ama lasciarsi incantare dal bello, per chi ama sognare a occhi aperti, per chi sa apprezzare in pieno il fascino di una natura rigogliosa e nello stesso tempo delicata.
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Scritto da:
Grand Hotel Majestic, Redazione